John Carew è diventato un attore piuttosto famoso, e ha detto che vorrebbe fare il cattivo in un film di James Bond

Dopo il ritiro dal calcio, l'ex centravanti della Roma si è ritagliato una buona carriera in tv e al cinema. Arrivando a recitare insieme ad Angelina Jolie.
by Redazione Undici 9 February 2026 at 11:39

In effetti a vederlo così, con quelle spallone, il petto ampio e lo sguardo torbido ce lo possiamo anche immaginare come cattivo di un film di spionaggio. Lo deve aver pensato anche John Carew, l’ex attaccante della  Roma che qualche giorno fa ha dichiarato di voler partecipare a una produzione cinematografica, esprimendo in particolare il desiderio di interpretare un ruolo piuttosto ambito, quando si parla di cinema: un cattivo di James Bond. Per chi non lo sapesse, va detto che l’ex calciatore norvegese, protagonista per anni tra Premier League, Serie A e Liga, ha solo esagerato un po’: dopo il ritiro, infatti, è diventato un attore. Un attore vero, che si è raccontato come tale alla testata americana The Athletic,

Carew ha terminato da poco le riprese di una popolare serie natalizia su Netflix, e nel suo Paese è un attore ormai celebre. Il bello è che l’ex attaccante della Roma, alto 195 centimetri e dotato di un’eleganza naturale, ha sempre avuto un interesse per la recitazione, coltivato in silenzio mentre era ancora un calciatore professionista: «Ho iniziato a studiare recitazione nel 2009», ha rivelato. «Un coach veniva nel mio appartamento a Londra una o due volte a settimana. Lavoravamo sui testi, sulle emozioni, su come entrare in un personaggio. Non ne parlavo con i compagni, non facevo pubblicità alla cosa». All’epoca, Carew era ancora pienamente concentrato sul calcio. Ma l’aspetto teorico e tecnico della recitazione lo affascinava sempre di più. Dopo il ritiro definitivo del 2012, arrivato al termine di una stagione in Championship con il West Ham culminata nella promozione in Premier, il tempo a disposizione gli ha permesso di dedicarsi completamente alla sua nuova passione.

Il primo ruolo da protagonista arriva presto, in un film horror indipendente canadese, Dead of Winter. Sei settimane di riprese in condizioni climatiche estreme, 12 ore al giorno sul set. «È stata un’esperienza durissima ma bellissima», ha ricordato Carew. «Eravamo un piccolo gruppo di persone che cerca di creare qualcosa insieme. Quando il film è uscito e qualcuno ha iniziato a taggarmi sui social, ho capito che volevo continuare». Carew individua molte somiglianze tra calcio e recitazione: la pressione, il lavoro di squadra, la necessità di “performare” davanti a un pubblico. «Come in una squadra, ognuno deve fare la propria parte. E sei sempre sotto osservazione, proprio come quando giocavi davanti a migliaia di persone».

Il vero punto di svolta arriva nel 2018 con la serie norvegese Heimebane (Home Ground), incentrata su una donna nominata allenatrice di una squadra maschile professionistica. Carew interpreta un ex giocatore scontento, convinto di meritare quel ruolo molto più della protagonista. «Sarebbe stato un peccato non ottenere quella parte» ha ammesso Carew. «Abbiamo girato due stagioni, con episodi lunghi quasi come film. È stata la mia svolta». La serie diventa un fenomeno nazionale, vista da circa un quinto della popolazione norvegese e persino discussa dal primo ministro. Nel 2019 arriva anche Hollywood, con un ruolo – piccolo ma significativo – in Maleficent: Mistress of Evil, accanto ad Angelina Jolie, Michelle Pfeiffer e Chiwetel Ejiofor. «Essere su un set di quel livello è incredibile. Con Angelina ho lavorato per otto giorni. Anche quando hai poche battute, devi restare sempre concentrato. Ho osservato moltissimo, ho imparato».

Carew non è ossessionato dai ruoli da protagonista. Anzi, rivendica l’importanza delle parti minori. Tra i suoi modelli, però, ce n’è uno su tutti: Tom Hardy. «È il mio punto di riferimento. Il modo in cui costruisce i personaggi, come lascia “marinare” i dialoghi. In Peaky Blinders è a un livello irreale. Per usare un paragone calcistico: lui è il Real Madrid». Grande ammiratore anche dell’attrice norvegese Renate Reinsve, crede che il cinema del suo Paese stia vivendo un momento d’oro. Parallelamente, non ha mai perso il legame con il calcio: resta tifoso dell’Aston Villa e guarda con entusiasmo alla Norvegia di Erling Haaland, «il miglior realizzatore al mondo per numeri». Dopo il successo della serie Netflix Home for Christmas, Carew guarda avanti senza fretta. «Non cerco per forza grandi produzioni. A volte i film migliori sono quelli più piccoli. Voglio ruoli che mi stimolino e continuare a imparare».

La sua ambizione con le sembianze di sogno, resta però la partecipazione a una produzione con protagonista James Bond. Nel ruolo del cattivo, magari anche quello secondario: «Penso a un sicario», ha detto Carew. «Vorrei essere il braccio destro del cattivo, come un assassino silenzioso che perde uno scontro con Bond a metà del film». Che è un po’ come arrivare ai quarti di finale degli Europei e poi perdere ai supplementari, più o meno.

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