Il Bodo Glimt non inizierà il campionato norvegese per via del suo percorso in Champions League, e ora il calendario rischia di andare davvero nel caos

Le prime due gare di Eliteserien sono state rinviate, e ora c'è il "rischio" che le cose andranno così anche per quelle successive.
by Redazione Undici 12 March 2026 at 16:08

Le incredibili imprese europee del Bodo Glimt hanno sorpreso anche il campionato norvegese. Il super percorso di Hauge, Berg e compagni, che dopo aver eliminato l’Inter ai playoff hanno sconfitto per 3-0 lo Sporting Lisbona nell’andata degli ottavi di finale, ha gettato nel caos la Eliteserien, ora ferma per la pausa invernale (la lega norvegese ha un calendario basato sull’anno solare, con inizio a marzo e fine a dicembre). E i “problemi” sembrano destinati a crescere: se il Bodo dovesse qualificarsi al turno successivo, infatti, altre partite di campionato potrebbero essere rinviate.

Ma andiamo con ordine: come detto, l’inizio del campionato norvegese è in calendario per marzo. Per la precisione, la prima giornata dell’edizione 2026 inizierà nel weekend del 14-15 marzo. Solo che il Bodo non giocherà: le sue partite sono state rinviate a data da destinarsi per via dell’eccessiva prossimità con le notti di Champions League. In particolare, si tratta dei primi due match di campionato contro Sarpsborg e Hamarkameratene. Dopo il risultato della partita con lo Sporting, però, anche le partite successive (quella del 6 aprile contro il Kristiansund e quella dell’11 aprile contro il Viking) potrebbero essere rinviate: l’eventuale doppio confronto dei quarti di finale, infatti, si giocherà a cavallo di queste due date (7 e 8 aprile, 14 e 15 aprile).

«Da quello che ho visto finora», ha dichiarato l’assistente allenatore del Bodo/Glimt, Gaute Helstrup, «alcune gare dovranno probabilmente essere spostate. Stiamo discutendo e alla fine troveremo una soluzione, ma in ogni caso sarà soprattutto la federazione a dover stabilire le linee guida». Anche gli stessi giocatori del Bodo sono un po’ straniti da questa situazione: «Sarà strano vedere iniziare l’Eliteserien senza di noi», ha detto Fredrik Sjovold in un’intervista a TV 2.

Una delle ipotesi sul tavolo, almeno guardando alla partita contro il Kristiansund, potrebbe essere quella di anticiparla al 3 aprile. Ma in Norvegia, è inevitabile, stanno montando un po’ di polemiche: i dirigenti del Lillestrom si sono lamentati di tutti questi rinvii, sottolineando come il campionato e la coppa nazionale rappresentino «le fondamenta del nostro movimento», mentre le competizioni europee dovrebbero essere considerate solo come «una ciliegina sulla torta». Diversi club dell’Eliteserien condividono questa posizione, scrive TV 2, ma c’è anche chi va in direzione opposta: il tecnico del Viking, Morten Jensen, ha infatti difeso il Bodø/Glimt, sostenendo che «la priorità deve essere quella di permettere alle squadre norvegesi di competere al meglio in Europa». Jensen non ha tutti i torti: i risultati ottenuti negli ultimi anni dal Bodø Glimt, insieme a quelli di Molde e Brann, hanno infatti migliorato il posizionamento internazionale del calcio norvegese, garantendo anche al Viking vantaggi importanti come l’accesso assicurato alla fase a gironi delle coppe europee. Senza considerare la parte dei ricavi che il Bodo ridistribuisce anche agli altri club norvegesi.

Ora resta da capire come la Federcalcio norvegese riuscirà a gestire la situazione. In uno scenario estremo, il Bodo potrebbe trovarsi ad aver disputato una sola partita di campionato quando altre squadre ne avranno già giocate cinque. Nel calderone, poi, finiranno anche le possibili gare di Coppa di Norvegia (il Bodo è qualificato ai quarti di finale), i turni di qualificazioni alle coppe europee della prossima stagione e la lunga pausa estiva legata al Mondiale negli Stati Uniti. Insomma, il calendario dei prossimi mesi rischia di trasformarsi in un rompicapo per la Federcalcio norvegese. Sul piano economico, però, la partecipazione del Bodo ai quarti di finale porterebbe incassi enormi, direttamente al club giallonero (che guadagnerebbe 12,5 milioni di euro, quasi 140 milioni di corone norvegesi) ma anche all’intero movimento. Senza contare poi l’enorme impatto dal punto di vista commerciale e mediatico. Questo, insomma, è uno di quei casi in cui i problemi non vengono solo per nuocere.

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