La Formula Uno non è mai stata così ricca, e i ricavi continuano a crescere in modo vertiginoso: nel 2025 sono andati oltre i 3,2 miliardi di euro

Da quando il Circus è controllato da Liberty Media, le performance economiche sono davvero strepitose.
by Redazione Undici 1 March 2026 at 04:18

Eventi milionari, sponsor faraonici e una grande serie tv targata Netflix, Drive to Survive, giunta ormai alla settima stagione. Da quando è assata nelle mani di Liverty Media, società specializzata che ne cura anche tutta la comunicazione, la Formula Uno è diventata una macchina da soldi. Facendo i conti in tasca al Circus, si può osservare che i ricavi annuali della Formula Uno sono aumentati del 14% su base annua, raggiungendo la quota altissima di 3,87 miliardi di dollari (3,2 miliardi di euro al cambio attuale) nella chiusura di bilancio datata 31 dicembre 2025.

I ricavi dell’anno scorso sono stati trainati da un quarto trimestre record, che ha generato 1,38 miliardi di dollari: una quota in crescita del 22% rispetto agli 1,13 miliardi del 2024. L’utile operativo complessivo è salito del 28%, passando dai 492 milioni di dollari del 2024 ai 632 milioni di dollari dell’ultimo anno. Passando ad altri ricavi, per esempio quelli relativi a hospitality e licensing, la crescita è stata del 20% su base annua, con i ricavi complessivi arrivati 787 milioni di dollari. Infine, ecco altre due statistiche molto incoraggianti: l’affluenza dei fan nel 2025 è salita del 4%, arrivando fino a 6,75 milioni di spettatori, mentre l’audience televisiva live ha registrato un +21% rispetto al 2024.

I ricavi primari della Formula Uno sono saliti a 3,09 miliardi di dollari, suddivisi tra promozione delle gare (26,7%), diritti media (31,3%) e sponsorizzazioni (21,7%). È la prima volta che le sponsorizzazioni superano il 20% dei ricavi primari della F1 da quando Liberty Media ha acquisito il campionato. La crescita delle partnership è stata favorita da un ampio numero di nuovi contratti con brand di primo piano, in particolare dallo storico contratto decennale che ha visto il gruppo LVMH portare nel campionato i suoi marchi, tra cui Louis Vuitton, Moët Hennessy e Tag Heuer. Nel portafoglio più ampio si sono aggiunti anche Nestlé, Santander, Allwyn e PepsiCo.

I ricavi derivanti dalla promozione delle gare sono aumentati principalmente grazie agli incrementi contrattuali delle fee, mentre Canada, Città del Messico, Miami, Austin, Azerbaigian e Monaco hanno concordato estensioni dei rispettivi accordi lo scorso anno. I ricavi dai diritti media sono stati sostenuti dal film sulla Formula Uno, che finora ha generato oltre 550 milioni di dollari al botteghino globale. Non è chiaro quanto di questo totale sia andato a Liberty Media, ma il chief accounting officer dell’azienda, Brian Wendling, ha dichiarato che «la quota si collocava intorno alla metà della fascia dei dieci punti percentuali». Inoltre è stata registrata anche la crescita dei ricavi da abbonamenti a F1 TV.

Guardando a questi aumenti da una prospettiva storica, da quando Liberty Media ha acquisito il controllo del campionato, nel 2017, i ricavi sono cresciuti di quasi 2 miliardi di dollari. Inoltre, il 2025 rappresenta il quinto anno consecutivo di trend positivo  rispetto a quello precedente. Escludendo la stagione 2020, condizionata dalla pandemia, i ricavi sono aumentati in ogni stagione sotto la gestione Liberty Media. Niente male, niente male davvero.

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